L'Oratorio dell'Addolorata, dopo i lavori di restauro in séguito all'incendio effettuati negli anni 1979-80, non ha più avuto attività manutentiva salvo piccole riparazioni. Per queste ragioni è urgente effettuare una serie di interventi.
La struttura di copertura richiede una completa revisione; i tetti presentano in vari punti soluzioni di continuità del manto in coppi; non è infrequente infatti, anche in caso di precipitazioni di modesta entità, che si verifichino infiltrazioni di acqua piovana all'interno dell'edificio.
Le strutture murarie non appaiono in particolare stato di degrado, tuttavia le parti intonacate con malta cementizia si sono in molte zone distaccate dalla muratura. Inoltre le pietre in arenaria e i mattoni in laterizio sottoposti al continuo dilavamento hanno subìto, specialmente nella parte basamentale e nei pilastri angolari dei protiri, una consistente erosione che ha polverizzato il materiale, lasciando importanti lacune nel tessuto murario.
All'interno dell'edificio, l'unico importante fenomeno degenerativo presente è costituito dal distacco dell'intonaco nella zoccolatura e nelle basi delle lesene, provocato presumibilmente dall'umidità di risalita.
L'intervento di manutenzione prevede le seguenti lavorazioni:
Rimozione dei rappezzi esistenti in malta cementizia realizzati in passate operazioni di restauro, eseguita manualmente con particolare attenzione al fine di conservare il materiale sottostante e circostante non interessato dalla demolizione.
Scrostamento degli intonaci esterni compromessi (previa verifica tramite battitura) di qualsiasi natura e consistenza fino al vivo della muratura. Verranno preservati e consolidati con cura gli intonaci originali.
Rimozione di accumuli di guano in tutta l'area di intervento. La rimozione deve essere effettuata con estrema cautela per evitare di rimuovere contestualmente brani di intonaco o altri elementi architettonici.
Pulitura delle superfici murarie finalizzata all'asportazione dei depositi pulverulenti e dei residui incoerenti. Successivamente nelle pareti scrostate verrà eseguita una pulizia con getto d'acqua a bassa pressione, per l'eliminazione delle impurità superficiali rimaste.
Rifacimento intonaco mediante integrazione delle parti mancanti eseguita mediante applicazione di successivi strati di malta: per i primi due metri formazione di strollatura perimetrale con materiale antisale finito con intonaco al civile; per tutte le superfici formazione di intonaco a calce, con materiali da concordarsi con la Soprintendenza.
Rifacimento parti di muratura a vista mancanti o degradate (cuci-scuci) con il loro risarcimento mediante rifacimento delle parti con laterizi di recupero, per forma, dimensioni e colore simili all'esistente. La realizzazione delle fughe dei mattoni verrà eseguita con malta di calce.
Le parti a vista verranno trattate mediante stesa di protettivo su tutte le facciate. Cornici, capitelli e altre parti architettoniche in mattoni a vista (lesene esterne) o intonacate (lesene interne ai protiri) saranno restaurate con l'ausilio, se necessario, di barrette d'acciaio inossidabile fissate con resine, da concordarsi con la Soprintendenza. Le parti in arenaria compromesse e non risarcibili, specialmente nella parte basamentale dei protiri, verranno consolidate con prodotti da concordarsi in cantiere.
La manutenzione del tetto consiste nel completo rifacimento della copertura con coppi antichi. Verrà posato in gronda parapassero in lamiera al fine di sigillare e bloccare il passaggio di volatili. Tutte le lattonerie saranno sottoposte a controllo per verificarne l'efficienza. Se necessario è prevista la rimozione di canali e pluviali e posa in opera di nuova lattoneria in rame 8/10 con sagoma eguale all'esistente.
Gli infissi (finestre e portali) verranno sostituiti con serramenti in legno, con disegno ed essenze da concordarsi con la Soprintendenza.
Infine l'impianto elettrico di illuminazione sarà completamente rinnovato, al fine di ottenere una migliore valorizzazione dell'edificio, nonché per adeguare lo stesso alle normative vigenti.
Anna Maria Guazzi
Matteo Arpesella
Architetti