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Descrizione

Pietra de’ Giorgi: un borgo tra storia e vigneti

Dall’epoca medievale a oggi, Pietra de’ Giorgi custodisce un’anima antica e affascinante. Comune italiano in provincia di Pavia, situato in Lombardia, sorge su un colle che domina la Pianura Padana, nel cuore dell’Oltrepò Pavese.

Nel silenzio delle colline, tra filari ordinati di vite e boschi ombrosi, Pietra de’ Giorgi si rivela come un luogo ricco di storia e mistero.

Già citata nel 1164 in un diploma di Federico Barbarossa, la località – allora conosciuta come "la Preda" – fu a lungo contesa da importanti famiglie, dai Sannazzaro ai Beccaria, fino ai Giorgi di Vistarino, da cui deriva l’attuale toponimo.

Il borgo fu teatro di assedi, ribellioni e passaggi dinastici, come accadde nel 1405, quando il castello passò a Galvagno Beccaria, consigliere dei Visconti. L’antico Comune inglobava anche le località di Predalino e Pecorara, oggi frazioni ma un tempo nuclei autonomi.

Il legame con il Medioevo resta forte grazie alle origini del paese, alle architetture storiche come il castello e al ricordo della vita feudale che per secoli ne ha caratterizzato il tessuto sociale e territoriale.

La vocazione vitivinicola

Oggi Pietra de’ Giorgi è un piccolo paese immerso nelle dolci colline dell’Oltrepò Pavese, celebre per la produzione vinicola.

Da secoli, le vigne ricoprono il paesaggio e l’uva viene coltivata con passione e competenza, grazie a un clima mite e a un terreno particolarmente favorevole. I vini locali – in particolare i rossi e gli spumanti – sono tra i prodotti più apprezzati della zona.

La viticoltura non è solo un’attività economica, ma anche un tratto distintivo dell’identità del paese: molti abitanti lavorano nelle vigne o nelle cantine, e ogni anno si celebrano feste e sagre dedicate al vino e alla vendemmia, dove si possono assaporare i profumi e i sapori tipici del territorio.

Sant’Antonio Abate, patrono di Pietra de’ Giorgi

Sant'Antonio di Padova, nato Fernando Martins de Bulhões, è uno dei santi più amati e venerati nella Chiesa Cattolica. Originario di Lisbona, dove nacque nel 1195 in una famiglia nobile, decise presto di dedicare la sua vita alla fede diventando frate francescano.

È celebre per l’eloquenza delle sue prediche, al punto da essere soprannominato Martello degli eretici. La sua fama di taumaturgo, ovvero di santo capace di compiere miracoli, è legata a numerosi eventi straordinari, come il miracolo della mula e la predica ai pesci di Rimini.

Il culto di Sant’Antonio Abate, diverso da Sant’Antonio di Padova ma spesso confusi nel linguaggio popolare, è particolarmente sentito a Pietra de’ Giorgi.

Nel 1574, una violenta pestilenza colpì il paese, decimando la popolazione. I fedeli promisero di costruire una cappella in onore di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali e dei contadini, se fossero sopravvissuti. La cappella fu realizzata nel 1578, sancendo il forte legame con il santo, che da allora è il patrono del comune, celebrato ogni anno il 17 gennaio.

Il Castello di Pietra de’ Giorgi

Situato sulla sommità della collina, il castello di Pietra de’ Giorgi è uno dei più antichi dell’Oltrepò Pavese e risalirebbe all’anno 1012.

Esisteva un secondo castello anche a Predalino (oggi Castellone), ormai scomparso. Il castello principale comprendeva una rocca (ancora privata) e un palazzo acquistato dal Comune nel 1877, oggi sede del municipio.

Un castello conteso

Nel 1277, il castello fu teatro di un importante assedio durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini. Sebbene accerchiato, non venne mai espugnato. Un secondo assedio nel 1290 fallì anch’esso.

Nel 1402 fu distrutto dai Beccaria; nel 1406 fu donato da Filippo Maria Visconti ai consiglieri Beccaria. Sotto il loro dominio fu restaurato e rinominato Pietra Beccaria. La famiglia Giorgi entrò nella proprietà grazie al matrimonio tra Antonio Giorgi e Franceschina Beccaria.

Architettura e curiosità

Originariamente con quattro torri (oggi ne resta una), il castello conserva:

  • una porta medievale a sesto acuto;
  • una decorazione a dente di segasulle mura;
  • un pozzo profondo 75 metri;
  • un Oratorio dedicato alla Visitazione della Beata Vergine.

La cantina nel seminterrato del municipio era probabilmente l’antica prigione del castello.

La rocca, distinta dal municipio, è passata dai Beccaria-Giorgi agli Eotwos, poi ai Dal Pozzo e infine agli attuali proprietari Dosi.

La Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta in Castagnara

La sua fondazione risale alla fine del XIII secolo. Secondo la tradizione, Meteliano Massimo Orsini, in fuga dalle lotte tra Orsini e Colonna, giunse a Predalino attorno al 1295, costruendo un castello e numerose strutture.

Dopo la miracolosa guarigione del figlio, su invocazione della Madonna, Meteliano fece erigere la chiesa nel bosco di castagni, consacrata il 15 agosto 1300.

Dal Seicento ai giorni nostri

  • 1731: completamento della facciata.
  • 1706: saccheggio dei soldati tedeschi, con la salvezza miracolosa delle 14.000 lire usate poi per il restauro.
  • 1749: realizzazione della statua ligneadella Madonna Assunta.
  • 1880: nuovo organo Carlo Aletti di Monza.
  • 1926: affreschi del pittore Rodolfo Gambini.
  • Anni ’30: rifacimento del pavimento, sepolture coperte (tra cui quella della famiglia Orsini).

I busti marmorei

Tre busti marmorei, inseriti nei muri della chiesa e dell’ossario, risalgono al I secolo d.C. e, secondo la tradizione, rappresentano Meteliano, la moglie e il figlio. Potrebbero provenire da sepolcri romani o da una villa demolita tra Mornico e Pietra.

Giuspatronato e diocesi

La chiesa fu sotto la Diocesi di Piacenza, poi Casale Monferrato e infine Tortona (dal 1817). Il giuspatronato passò dagli Orsini ai Giorgi di Vistarino nel XVIII secolo.

Il Santuario della Madonna del Perpetuo Soccorso in Scorzoletta

Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i fedeli delle frazioni di Scorzoletta e dintorni promossero la costruzione di una nuova chiesa sotto la guida del chierico Giorgio Giorgi, ordinato sacerdote nel 1944.

Un voto fatto dal Gr. Uff. Carlo Colli di Casei Gerola durante la guerra portò alla realizzazione del santuario, dedicato alla Madonna del Perpetuo Soccorso.

Evoluzione parrocchiale

  • 1948: la chiesa diventa parrocchia con Don Giorgio Giorgi.
  • 1952: istituita formalmente da Mons. Melchiorri.
  • 1953: riconoscimento civile.

Tra i parroci: Don Giovanni Concaro, Don Valentino Arpesella e Don Luigi Rezzani, che promosse i restauri.

I restauri degli anni ’80

  • Canonica ristrutturatasu progetto dell’ing. Ferdinando Spalla.
  • Chiesa rinnovatadall’arch. Carlo Ponzini.
  • Riscaldamento a pavimento, pavimentazione in granito Antolini di Verona.
  • 1,5 km di tubazioniposate da una ditta di Bolzano.

Arte e liturgia

  • Altare e tabernacolo disegnati con simboli liturgici (sole nascente, croce illuminata).
  • Panche, ambone, seggio del celebrante, pulpito e confessionali su misura, con legno scolpito a mano (Ortisei).
  • La struttura dell’altare e la disposizione dei gradini evocano un abbraccio spiritualeal fedele.

Estratto dal testo realizzato da Asia Pelligra, studentessa dell’Istituto Bordoni di Pavia, nell’ambito dell’esperienza di tirocinio formativo presso il Comune di Pietra de’ Giorgi.

 




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